MALATTIE DEI PESCI CAUSATE DA FATTORI AMBIENTALI

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Cryptocaryon
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MALATTIE DEI PESCI FATTORI AMBIENTALI

Le cause della morte dei nostri pesci sono molteplici e da ricercarsi in vari fattori. Il primo fra tutti è senza dubbio quello ambientale, una cattiva manutenzione che porta ad avere una cattiva qualità dell'acqua pone il presupposto per lo sviluppo delle varie patologie.

Oodinium
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Per cui bisogna dare il massimo peso alla prevenzione poichè "prevenire è meglio che curare".

Ma voi direte: come si possono prevenire?

Penso che sia importante innanzitutto conoscere il pesce, in che ambiente è stato abituato a vivere prima di arrivare nelle nostre vasche e anche qual'è il suo ambiente naturale, per capire a quale valore di pH e quindi di acidità o alcalinità è opportuno che viva. E qui consiglierei di verificare e conservare la scheda dei propri pesci. Le schede si possono visionare utilizzando un qualsiasi motore di ricerca, dopo di chè verificarne la veridicità confrontandole tra quelle dei vari siti di acquariofilia e scegliere quella che offre maggiori garanzie ed esattezza. Logicamente ogni pesce ha una storia a sè e non bisogna mai generalizzare, ognuno dovrà valutare a seconda dei casi.

Il pH è importante perchè entra in relazione con la mucosa dei pesci, i quali se sono ad un pH non consono, sono costretti ad una iperproduzione di muco per difendersi dall'attacco acido o basico, a seconda dei casi, e a lungo andare potrebbe portare il pesce ad uno stato di stress fisico.

I pesci hanno una protezione naturale, complessa, costituita da mucopolisaccaridi.

Il muco, struttura dalle proprietà molteplici, mutevole che nobilita le relazioni tra pesci, che sfama gli avannotti, che indirizza un legame amoroso, che protegge dagli sbalzi chimici...

In sostanza la "pelle" dei pesci e' composta da uno strato esterno detto epidermide, costituito da cellule pluristratificate cornee (cheratinizzanti quindi) tra cui si intercalano fasci di tessuto connettivo denso e cellule mucipare più o meno caliciformi. Queste ultime sono vere e proprie unita' elementari ghiandolari. Il loro prodotto e' il muco, che viene stimolato alla produzione subito contemporaneamente all'immissione del pesce in vasca.

Perche'?

Perchè è un elemento di relazione con il pH dell'ambiente e con la qualità dell'acqua. In caso di acidosi/alcalosi il pesce produce un eccesso di muco, che lo protegge da uno dei più importanti attacchi chimici.

Ma a parte quest'aspetto meccanico, l'iperproduzione di muco si verifica anche quando l'acqua è ... s ..., ricca di ammonio derivante dai detriti organici ad esempio!

In questo caso il muco deve essere inteso come un liquido stagnante e denso che rimane aderente alla cute del nostro amico, pieno di batteri che entrando in contatto con l'ammonio, lo convertono in nitriti, pronti a loro volta ad essere convertiti in nitrati, ben meno dannosi e più tollerati. Ecco perchè una buona piantumazione, aiutando a stabilizzare NO2-NO3 riduce lo stress cui sono sottoposti i pesci, condannati ad un dispendio notevole di energie per l'iperproduzione di muco.

Di seguito, lo Stress può causare "buchi" nello strato mucoso di rivestimento, ledendo quindi la "corazza" protettiva ed esponendo il pesci alle aggressioni batteriche, virali e parassitarie.

Tanto per fare un esempio, gli agenti della malattia dei "puntini bianchi" (Ichtyo), sono sempre siti al di sotto dello strato di muco e se appaiono visibili e' perche' questo strato e' spesso assottigliato o carente del tutto...

In sostanza, il muco e' talmente importante, che i nostri amici pesci hanno meritato di avere quella che si chiama "mucosa epidermica" o "cute mucogenetica". Ed in realtà è proprio il muco che regola l'equilibrio osmolare e che si mischia alla secrezione glicoproteica, acida, dello strato cuticolare, il più esterno della cute del pesce.

Ricordo gli strati:

-cuticola
-epidermide 3 strati, basale, intermedio, superficiale
-derma lasso o soffice
-derma compatto o denso
-strato ipodermico

Le cellule mucipare hanno un corpo nello strato intermedio dell'epidermide e sboccano nello strato superficiale.

Cosa succede se un pesce è aggredito?

1. la cuticola va incontro ad ipertrofia (si ispessisce);
2. le cellule mucose aumentano di numero (iperplasia);
3. si assiste ad una ipersecrezione mucosa;
4. il muco si stratifica sulla superficie esterna e si ispessisce;
5. il muco contiene una maggiore quota di: fattori del complemento,anticorpi, enzimi litici, PCR;

Quello che occorre sapere e' che tutto ciò di cui sopra rappresenta un pò la prima linea difensiva del pesce, con la formazione di anticorpi locali (e non provenienti dal sangue) e con un muco denso che protegge da aggressioni chimici e meccanici: non facciamola diventare quindi come la linea "Maginot" ma contribuiamo a rinforzarla mantenendo i valori dell'acqua sempre in ordine!

Esiste una malattia non infettiva, la MALATTIA RENALE PROLIFERANTE (M.R.P.) che scaturisce proprio da fattori ambientali non adeguati.
Questa malattia è stata oggetto di studi nella Trota Iridea e nella trota fario, nei quali si è riscontrato che un pH eccessivamente basso potrebbe esserne la causa.

Le caratteristiche sono:

colore scuro, rigonfiamento della pancia e anemia, e l'esame dopo la morte ha rivelato una tumefazione e decolorazione del rene e della milza.
Purtroppo non esiste un trattamento specifico, se non quello di isolare il pesce e lasciarlo condurre una vita in un altra vasca evitando che proliferi. L'uso di antibiotici non sortisce alcun effetto.

E non solo. Ci sono molte altre cause oltre il pH, come ad esempio brusche variazioni della temperatura, della salinità, poca ossigenzione e la presenza di agenti tossici disciolti.

Quindi la verifica del pH e la conseguente eliminazione dello stato di stress derivante è una azione importante di prevenzione dovuta ad una nostra azione, cioè relativa a quello che noi potremmo evitare. Si perchè è prevenzione anche ciò che non deriva da una nostra azione diretta e mi riferisco sia alla scelta del pesce al momento dell'acquisto che alla chimica dell'acqua che sfugge alla nostra conoscenza.

Già purtroppo le variabili sono sempre tante e non siamo tutti dei chimici per cui non possiamo sapere cosa succede in acqua, però possiamo limitare i danni iniziando a fare prevenzione sulle cose più semplici ed alla nostra portata.

Comperare un pesce perchè è bello, colorato e metterlo subito in vasca con altri inquilini è una cosa da evitare perchè quel pesce potrebbe diffondere malattie prese nelle vasche di comunità del negozio. E qui passiamo ad un altro aspetto della prevenzione, l'osservazione del pesce al momento dell'acquisto e la quarantena.

Lo stress va senz'altro personalizzato e cioè ogni pesce ha una sua storia: dov'e' nato?

Tipo di stress da spedizione?

  • Acclimatamento facile/difficile?
  • Malattie pre-vendita (nelle vasche del negoziante per intenderci)?
  • Cioe' e' importante in primis la storia del pesce: mi piace sempre ricordare non solo cosa acquistare ma anche come acquistare.

Ad esempio, bisognerebbe decidere di acquistare in base alla tipologia della propria vasca ed al tipo di chimica dell'acqua.

Tuttavia e' molto utile avere i valori della chimica dell'acqua della vasca del negoziante, per riprodurli o quantomeno per confrontarli. Spesso, i valori della scheda del pesce sono dissimili da quelli in cui lo stesso pesce (intendo della stessa specie) ha vissuto finora (e questo dipende anche dall'allevamento di partenza).

Per il come acquistare, valgono questi criteri:

Osservare il pesce all'arrivo (si concorda con il negoziante), acquistarlo dopo un'acclimatazione di almeno 7gg nella vasca di vendita (ce lo facciamo mettere da parte e lo comperiamo dopo 7gg, magai lasciando un anticipo).
E questo perchè, torniamo a bomba con lo stress, l'eccessiva stimolazione dei surreni determina una riduzione della produzione degli ormoni in causa (vedi sopra), con una transitoria dell'immunità.

In poche parole, se acquistiamo un pesce, conoscendone vita morte e miracoli e già questo ridurrebbe molto lo stress alla povera creatura, non dobbiamo pensare che NON abbia subito dei condizionamenti tali da modificarne le abitudini di vita, sviluppo, crescita, riproduzione.

Un esempio per tutti: stesse specie acquistate in vivai dell'est hanno caratteri diversi ed abitudini diverse se acquistate in vivai degli USA.

Bene, allora credo che potremmo definire la questione "Prodromi", osservando attentamente quanto segue:

1.aspetto della livrea (lucido/opaco) dato dal muco;
2.colore della livrea (intensità, chiazze, uniformita');
3.integrità delle squame, cute, pinne;
4.deformazioni del profilo: tumefazioni, gonfiori, colonna non in asse;
5.occhio: opacità, vermi, esoftalmo (pop-eye);
6.ano: protruso (prolasso), escrescenze (vermi)
7.branchie: apertura, colore, ferite
8.organo riproduttore

naso_ante

1.Respirazione
2.Posizione del corpo nello spazio e nuoto
3.Defecazione
4.Appetito
5.Reazione alla paura
6.Socievolezza (isolamento, gruppo)

Ovvio che questa piccola lista e' utile per ricordare cosa e' bene osservare quando si acquista e quando si e' acquistato, per impedire la diffusione in vasca di una patologia e quindi, in sostanza, per riconoscerla in tempo (un attimo prima del disastro!).

Oltre le malattie di origine sconosciuta, alle quali purtroppo non esiste rimedio poichè sono ancora in fase di studio e le malattie di origine genetica come quelle che colpiscono i gemelli siamesi e quelle che si sono verificate ad esempio nelle trote come la retrazione della mascella o anche le formazioni di cisti multiple, ne esistono altre che sono legate al fattore ambientale. Ve ne cito alcune.

La MALATTIA DELLE BOLLE DI GAS, è legata alla presenza massiaccia di azoto e di ossigeno.

Le cause sono: oltre lo sbalzo della temperatura la fuoriuscita di questi elementi dai sistemi di pompe e valvole.
I sintomi si riscontrano sulla pelle, nella bocca, nelle branchie, nell'occhio e nei piccoli anche nel sacco vitellino sotto forma di bolle, ma anche non visibili come nella vescica natatoria.
La sopravvivenza dei pesci colpiti dipende dal loro stadio di maturità, dalla dimensione e dalla specie.

La MALATTIA DELLE BRANCHIE,

è legata al sovraffollamento, scarsa presenza di ossigeno variaziani di temperatura e pH ambientale.
La causa sono:  l'accumulo di ammoniaca e di solidi sospesi (acqua eccessivamente sporca).
I sintomi sono ipertrofia dell'epitelio respiratorio, riduzione della superficie branchiale da cui deriva uno stato di stress respiratorio, osmoregolatorio e metabolico.

La SCOTTATURA,

è legata ad una eccessiva illuminazione.
La causa sono: eccessive radiazioni U.V soprattutto in vasche che non offrono nascondiglie e con una colonna d'acqua inappropriata.
Il sintomo è una lesione locale di colore grigio che successivamente si ulcera.

La LESIONE TRAUMATICA,

è legata al sovraffollamento.
Le cause sono, oltre il sovraffollamento, che rende i pesci nervosi ed aggressivi soprattutto all'ora di pranzo, sono la presenza di arredi contro i quali i pesci vanno a sbattere, la manutenzione effettuata con movimenti veloci per cui il pesce si spaventa e sbatte e infine la presenza di pesci predatori che provocano ferite nel tentativo di sfiancare l'avversario.
Sono da non confondersi con le lesioni traumatiche le distorsioni della colonna vertebrale che si osservano spesso nei guppy, poichè quest'ultima è causa di acqua eccessivamente tenera.

A tutte queste patologie esiste un unico rimedio che non è l'uso di medicinali ma bensì la prevenzione, la eliminazione della cause scatenanti, la scelta dei pesci in base alla loro capacità di convivenza e il non sovraffollamento, l'eliminazione di pesci competitori nell'alimentazione e nello spazio, una giusta alimentazione, una adeguata e costante manutenzione, l'uso di un buon biocondizionatore e nel caso di lesioni di un antisettico.

Ma voi mi chiederete: si ma che alimento devo dare al mio pesce, qual'è il miglior biocondizionatore e quale la marca dell'antisettico?

- e chiedete, il confronto è sempre la scelta migliore.

Quindi teniamo a mente che un ambiente non trascurato è un buon presupposto per la giusta conduzione delle vasche e per la vita dei nostri pesci e che viceversa l'inquinamento delle acque determina l'esposizione dei nostri amati pesci a sostanze, organiche e non, potenzialmente tossiche.

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