Idropisia malattia del gonfiore dei pesci

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Idropisia

Idropisia pesci

L’Idropisia significa “Accumulo anormale di liquido nei tessuti cutanei o in una cavità sierosa dell’organismo ” quadro sintomatico Assetto irregolare, opercoli spalancati, inappetenza, dondolio del pesce. Nello stadio avanzato la regione ventrale si gonfia quasi fino a scoppiare, le squame si sollevano quasi ad angolo retto, l’apertura anale risulta infiammata e gonfia.Possono presentarsi sintomi secondari, adesso li elenchiamo.

Idropisia sintomi

idropsia
Pesce affetto d’Idropisia

Allo stadio iniziale, se l’infezione è forte, movimenti dondolanti del pesce pinne raccolte e inizio di inappetenza.
Dopo due tre giorni, puntini bianchi dal diametro tra mezzo ed un millimetro, chiaramente riconoscibili sul corpo, sulle pinne, sugli occhi e  in ogni parte dei pesci.

 

Causa

Ciliato unicellulare chiamato scientificamente Ichthyophthirius Multifiliis diffuso in ogni parte del mondo. Da ciò si deduce che il parassita può essere portato molto facilmente in acquario con elementi diversi (piante, pesci, oggetti d’arredamento, alimenti freschi, ecc.)

Ichthyophthirius Multifiliis
Ciclo Ichthyophthirius Multifiliis

Capace di vivere a temperature e condizioni fisico chimiche assai diverse, il parassita si poggia sulla mucosa del pesce e se riesce a forarla, attraversa gli strati superficiali dell’epidermide nutrendosi dei liquidi organici.
In questo stadio i pesci avvertono una forte irritazione che li spinge a sfregarsi contro oggetti dell’arredamento per liberarsi del grosso fastidio. Purtroppo non sono sufficienti, tali movimenti, ad eliminare il parassita, il quale, indisturbato, è ora protetto da un solido strato di epidermide e può tranquillamente proseguire nelle successive fasi dello sviluppo nutrendosi di cellule cutanee e globuli rossi che preleva dalla superficie dei capillari.
Giunto ad uno stadio di maturazione, il parassita fora di nuovo gli strati superficiali dell’epidermide e torna al mezzo acquatico per riprodursi. Questo processo dura circa quattro giorni alle temperature solite di un acquario tropicale. Al termine del processo ogni singolo adulto produce da 500 a 1200 giovani individui ciliati che rompono l’involucro delle cisti e sciamano liberi nell’acquario.
L’entità delle divisioni descritte, che portano rapidamente il numero di parassiti da 1 a 1200 fa comprendere bene il motivo delle rapide epidemie osservate in acquario. I ciliati natanti necessitano di un ospite entro breve tempo: essi infatti dopo uno-due giorni muoiono in un acquario privo di pesci mentre quelli incistati resistono più a lungo anche 10-15 giorni.
Le infezioni descritte si verificano di solito in seguito a sbalzi di temperatura, tanto da portarci a paragonare questa parassitosi al nostro… raffreddore.
In realtà in ogni acquario esistono alcuni individui ciliati che raggiungono i pesci e provano a forare le loro mucose. Se i pesci sono in buone condizioni questo processo diventa difficoltoso. In definitiva in un acquario ben allestito e con pesci in buona salute si instaura un certo equilibrio di questa infezione che può rimanere allo stato latente per anni.

Idropisia cura

Qualsiasi preparato commerciale specifico contenente, a seconda delle case produttrici, diverse soluzioni: blu di metilene, acriflavina, verde di malachite, atebrina.
Il medicinale ha effetto unicamente sui ciliati natanti mentre è inefficace sui parassiti incistati.
Per questo si consiglia di protrarre la cura per 5-7 giorni ed aumentare la temperatura a 30-32 gradi per velocizzare lo sviluppo del parassita da incistato a ciliato natante

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