Semplici consigli per fotografare un acquario – Parte seconda

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fotografare un acquario
fotografare un acquario

FOTOGRAFARE UN ACQUARIO
abbiamo visto come andrebbe impostata(generalizzando parecchio) la nostra fotocamera per effettuare qualche scatto decente. In questa seconda parte, cercando sempre di semplificare il discorso, cercherò di spiegarvi come ottenere delle foto esposte in modo più o meno corretto.

IMPOSTAZIONI REFLEX

Avendo letto la prima parte di questo articolo saprete come impostare la reflex, comunque di seguito riassumo i vari passaggi:

– Verificare che nella stanza non ci siamo luci artificiali o provenienti da finestre o balconi che si riflettano nel vetro dell’acquario;

– Spegnere tutte le pompe, sia di movimento che di risalita;

– Effettuare il bilanciamento del bianco in “Premisurazione Manuale”;

– Impostare gli ISO al valore più basso consentito dalla fotocamera (solitamente 100 o 200);

– Scegliere l’estensione del file con cui salvare le foto;

– Montare il paraluce dell’obiettivo;

– Predisporre il treppiede e fissare su di esso la fotocamera;

– Verificare che l’obiettivo sia perfettamente perpendicolare al vetro dell’acquario;

– Impostare la modalità di scatto su manuale “M”;

– Impostare la profondità di campo ad un valore che ci permetta una buona messa a fuoco di un animale. Impostiamo per comodità e per dare senso agli esempi esposti in seguito f/9;

– Accendere il live-view;

– Inquadrare l’animale da fotografare verificando che poi l’obiettivo sia sempre perpendicolare all’acquario;

– Impostare su scatto remoto con telecomando o in mancanza di esso autoscatto;

– Mettere a fuoco manualmente;

– SCATTARE.

MODIFICARE IL TEMPO DI SCATTO

Nei passaggi elencati prima ho omesso l’impostazione dei tempi di scatto, perchè adesso illustrerò con degli esempi di foto come trovare il tempo giusto per un’esposizione corretta.

Foto n. 1 – 1° scatto Tempo di scatto 1/60

Scatto 1/60
f / 9 – 1/60

Si nota in modo evidente che la foto è troppo scura. Per cui aumentiamo leggermente il tempo di scatto, ovviamente senza modificare le altre impostazioni.

Foto n. 1 – 2° scatto

Tempo di scatto 1/25

scatto 1/25
f / 9 – 1/25

Noterete che la foto risulta ancora scura, come avete già capito dobbiamo aumentare ancora i tempi dell’otturatore.

Foto n. 1 – 3° scatto

Tempo di scatto 1/10

f / 9 - 1/10
f / 9 – 1/10

Adesso dovremmo quasi esserci: proviamo ad allungare ancora leggermente i tempi.

Foto n.1 – 4° scatto

Tempo di scatto 1/8

f / 9 - 1/8
f / 9 – 1/8

Adesso dovremmo esserci, come si nota dalla foto le punte della millepora sono esposte abbastanza bene anche se la parte basse dell’animale risulta ancora un pò scura. Non conviene allungare ulteriormente i tempi per illuminare meglio la parte bassa della millepora perchè andremmo a bruciare le punte per sovraesposizione. La parte inferiore andrebbe recuperata in post produzione operando sulle ombre, ma questo è un’altro argomento.

Foto n. 2 – 1° scatto

Tempo di scatto 1/2

f / 9 - 1/2
f / 9 – 1/2

Altro esempio con situazione opposta: al primo scatto notiamo che la foto è evidentemente sovraesposta, dove si evince che tutte le punte dell’acropora sono bruciate per la troppa luce. Pertanto dobbiamo accorciare i tempi dell’otturatore per far entrare meno luce nel sensore.

Foto n. 2 – 2° scatto

Tempo di scatto 1/3

f / 9 - 1/3
f / 9 – 1/3

Scatto sicuramente migliore del primo ma le punte risultano ancora sovraesposte. Riduciamo ulteriormente il tempo di scatto.

Foto n. 2 – 3° scatto

Tempo di scatto 1/4

f / 9 - 1/4
f / 9 – 1/4

Dovremmo esserci, però proviamo a modificare ancora leggermente il tempo portandolo a 1/5.

Foto n.2 – 4° scatto

Tempo di scatto 1/5

f / 9 - 1/5
f / 9 – 1/5

Adesso la foto risulta ben esposta sia nelle punte che nella parte bassa dell’acropora. Ovviamente alcuni ritocchi in post – produzione migliorerebbero ancora l’esposizione della foto.

CONCLUSIONI

Con gli esempi fatti dovrebbe risultare chiaro che, impostando la fotocamera in un determinato modo, vi sarà consentito arrivare ad uno scatto ben esposto modificando unicamente i tempi dell’otturatore (tempi di scatto) . E’ ovvio, tuttavia, che un passaggio in post-produzione migliorerebbe la nostra foto ulteriormente per esposizione, colori, dettaglio etc.. Considerate che a parità di tempo, andando a variare la profondità di campo (f), la foto non otterrà la stessa esposizione, ma sarete costretti a modificare i tempi. Per esempio se con f/9 avevate dato 1/5 come tempo per ottenere l’esposizione corretta, andando ad aprire di più il diaframma per esempio impostando f/7,1 (percui entrerà più luce) sarete costretti ad abbassare i tempi portandoli a 1/15 per ottenere la stessa esposizione. Praticamente andrete a bilanciare con il tempo di scatto l’aumento di luce che arriverà al sensore aprendo di più il diaframma (profondità di campo impostata ad un valore più basso). Nel prossimo articolo vedremo cosa cambierà al variare della profondità di campo.

– Semplici consigli per fotografare l’acquario – Parte Prima

– Semplici consigli per fotografare l’acquario – Parte Terza

1 commento

  1. Che dire più facile di così non si può……bisogna solo mettersi all’opera e scattare tanto,seguendo queste semplici regole.

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