Come ho eliminato le Turbellarie

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COME HO ELIMINATO LE TURBELLARIE

In questo articolo racconterò la mia esperienza con le turbellarie e come ho fatto ad eliminarle. Premetto però che i metodi che illustrerò non possono considerarsi risolutivi perchè la buona riuscita degli stessi dipende da molti fattori, quali il grado di salute degli animali, il livello di infestazione, la stabilità della vasca e la pazienza e perseveranza con cui vi adopererete alla eliminazioni di questi animali.

Turbellaria
Turbellaria

Le Turbellarie

Le Turbellari (Turbellaria) sono dei vermi piatti e appartengono alla famiglia dei Platelminti (Phylum Plathelminthes). Sono animali liberi vermiformi dicogami (presentano entrambe le gonadi), appiattiti, con il corpo ricoperto da un epitielio cigliato atto alla locomozione. Sono molto piccoli e raggiungono la lunghezza di qualche mm. Si nutrono del tessuto delle Acropore (coralli duri SPS), in particolar modo delle Acropore Millepore e Prostrate. Non attaccano i coralli duri LPS e i coralli molli. Stazionano sui rami delle acropore di cui come già detto si nutrono della parte più superficiale del loro tessuto (nelle acropore colpite è possibile notare i segni dei morsi) e depongo le uova sullo scheletro nelle zone più basse. E’ facile individuare le uova, le quali sono di colore giallino e vengono deposte nelle zone tra la basetta del corallo e lo scheletro (senza tessuto) del corallo.

Turbellaria Fotografata mentre era attaccata al vetro frontale dell'acquario
Turbellaria Fotografata mentre era attaccata al vetro frontale dell’acquario

Secondo il mio parere tutti quanti abbiamo in vasche un numero minimo di turbellarie, ma finchè la vasca è stabile e gli animali sono in salute senza alcun segno di stress si presentano come in una forma latente e non riescono a diffondersi e di conseguenza a riprodursi in vasca. In determinate condizioni però hanno il sopravvento riuscendo ad iniziare il ciclo riproduttivo diventando a quel punto molto pericolose. Le condizioni che possono permettere la loro propagazione possono essere molteplici:

1. le vasche troppo magre (con carichi organici e inorganici prossimi alle zero) per cui con animali con colorazione molto chiara;

2. acropore stressate o comunque non in perfetta salute;

3 . vasche non stabili con valori non corretti e di conseguenza gli animali al loro interno non in perfetto stato di benessere;

Semplificando si potrebbe dire che quando le acropore non sono in perfetta salute o comunque sono stressate per qualsiasi motivo non riescono più a difendersi dalle turbellarie e quest’ultime iniziano ad avere il sopravvento.

Turbellarie appena rimosse
Turbellarie appena rimosse – Foto di Nando Scancella

I segnali

Come capire che in vasca abbiamo acropore infestate da questi animali? Semplice, le acropore colpite avranno segni evidenti di sofferenza o comunque presenteranno delle forme di stress che altri animali (quelli non colpiti) non hanno. Poco spolipamento, scurimento  del colore, segni di tiraggi del tessuto dal basso, colore molto chiaro (in vasche magre), sono tutti segnali che possono far pensare alla loro presenza, specialmente nei casi in cui solo alcuni animali mostrano questi segni di stress e altri invece no. Inoltre, come già detto, le turbellarie preferiscono attaccare alcune tipologie di coralli duri SPS quali Acropore Millepore e Prostrate, queste solitamente sono i primi ad essere infestati e per cui potrebbero essere i primi animali a mostrare segni di sofferenza. Tenete presente che le turbellarie possono avere colori differenti (probabilmente dovuti alle condizioni della vasca) dal marrone al bianco, pertanto quando hanno un colore scuro è più facile individuarle prendendo in mano un corallo, al contrario quando assumono una colorazione chiara diventa molto difficile.

Uova di Turbellaria - Foto di Matteo Antonelli
Uova di Turbellaria – Foto di Matteo Antonelli
Uova di Turballaria - Foto di Matteo Antonelli
Uova di Turballaria – Foto di Matteo Antonelli

La mia esperienza

Ho avuto un’unica esperienza con questi parassiti e risale a primi mesi di quest’anno. La mia fortuna è stata quella ti accorgermene in tempo riuscendo a limitare i danni e perdendo solo un paio di acropore. Avevo da poco rifatto la vasca trasformandola da berline a DSB: nel giro di pochissimi giorni la vasca è smagrita moltissimo rendendo i colori di quasi tutte le acropore molto chiari. Ovviamente ho iniziato ad alimentare quotidianamente la vasca e se da una parte notavo che alcuni animali erano in perfetta salute e con delle buone colorazioni, dall’altra osservavo in alcuni dei colori un pò troppo chiari accompagnati o da un cattivo spolipamento (molto ridotto) o da qualche tiraggio del tessuto dal basso. Per cui guardando gli animali in vasca alcuni mi davano segnali di buona gestione e invece altri di vasca troppo magra o comunque con qualche problema da individuare. Siccome un paio di giorni prima avevamo riscontrato nella vasca di un amico gli animali oggetto di questo articolo, per curiosità ho voluto fare la stessa verifica nella mia. Presa la prima acropora prostata  per la verifica, notai che era piena di turbellarie,  ben evidenti a causa della colorazione marroncina e del colore chiaro del corallo. Io penso che lo smagrimento improvviso della vasca dovuta al cambio di conduzione improvviso (da berlinese a DSB) e il consequenziale schiarimento degli coralli ha reso gli stessi più vulnerabili alle turbellarie che hanno trovato le condizioni necessarie per iniziare il ciclo riproduttivo. Non a caso gli animali più colpiti furono le Acropore Millepore, le Acropore Prostrate e l’unica Acropora Insignis che ho in vasca.

Uova di Turballaria - Foto di Nando Scancella
Uova di Turballaria – Foto di Nando Scancella
Turbellarie
Turbellarie

Senza farmi prendere dal panico ho contatto qualche amico acquariofilo che aveva già avuto questa esperienza e tra i vari consigli ricevuti per la rimozione delle turbellarie ho deciso di utilizzarne due: uno per le acropore più piccole su cui potevo rimuovere le turbellarie manualmente con l’utilizzo di una pipetta e l’altro utilizzando il Frontline (quello per cani e gatti) per trattare gli animali più grandi sui quali mi sarebbe stato impossibile individuare e rimuovere tutte le turbellarie. Allora mi sono procurato delle basette nuove, delle pipette usa e getta, una confezione di Frontline normale (non il combo), un contenitore per effettuare il trattamento con il Frontline, uno spazzolino da denti per grattare via le uova e tanta pazienza.

Accessori utilizzati per i trattamenti
Accessori utilizzati per i trattamenti

Durante le  verifiche che ho fatto non ho trovato le turbellarie su tutte le acropore però per sicurezza ho eseguito il trattamento a tutte. Per prima cosa ho controllato ogni singola acropora ed ho ricercato  la presenza non solo delle turbellarie ma anche delle uova. Fortunatamente le acropore con uova erano poche e solo su tre di queste erano talmente numerose da farmi decidere di taleare l’acropora (eliminando la zona infestata dalle uova) per poi incollare l’animale rimasto su una nuova basetta. Per effettuare i trattamenti ho proceduto a questo modo: ogni 2 giorni effettuavo un controllo manuale sulle acropore più piccole rimuovendo le turbellarie con l’ausilio di una pipetta e ogni 4 – 5 giorni effettuavo un trattamento con frontline per le acropore più grandi. Ho continuato così per circa tre settimane per poi verificare la sola presenza delle turbellarie una volta a settimana, con un semplice controllo visivo e con l’aiuto della pipetta. Dopo altre due settimane in vasca non riscontrai più turbellarie.

Turbellarie dopo trattamento
Turbellarie dopo trattamento – Foto di Nando Scancella

Rimozione manuale con la pipetta

La rimozione con la pipetta (vanno bene anche le usa e getta), si può effettuare bene sulle acropore più piccole in quanto con la pipetta riusciamo ad arrivare in tutti i punti dell’acropora. L’operazione consiste nel prendere una acropora (ricordarsi di spegnere tutte le pompe dell’acquario) e tenendola sempre nell’acquario (quindi completamente immersa) con una pipetta spruzziamo acqua in modo energico nei punti dove individuiamo le turbellarie, quest’ultime per il getto diretto dovrebbero staccarsi e iniziare ad affondare. Affondano molto lentamente e avendo preventivamente spento tutte le pompe, con la pipetta l’aspiriamo così da poterla eliminare dall’acquario. Alcune volte le turbellarie avendo un colore abbastanza chiaro non sono facilmente individuabili però potete utilizzare comunque la pipetta spruzzando a caso sull’acropora specialmente nei punti più nascosti e meno visibili. Vedrete che qualcuna si staccherà. Questa operazione andrebbe ripetuta ogni due giorni e man mano noterete che le turbe rimosse saranno sempre meno fino a non trovarne più. Ricordatevi che dopo ogni trattamento di ogni singola acropora dovrete controllatre se ci siano eventuali uova e nel caso eliminarle grattando con lo spazzolino da denti.

Rimozione Turbellarie con Pipetta
Rimozione Turbellarie con Pipetta

Trattamento con Frontline

Questo trattamento l’ho utilizzato per tutte le acropore più grandi sulle quali mi sarebbe stato impossibile effettuare il trattamento con la pipetta. Prima di tutto vi dovete procurare un contenitore abbastanza capiente per contenere completamente immerse le acropore che dovrete trattare. Io ho utilizzato una fialetta di Frontline per ogni 4/5 litri di acqua dell’acquario. Il trattamento va effettuato ogni 4 -5 giorni per almeno tre settimane. Riempite il contenitore d’acqua dell’acquario e utilizzate le fialette necessarie per trattare l’acqua che state utilizzando. Inserite nel contenitore una pompa di pochi litri per tenere sempre l’acqua in movimento e inserite l’acropora o le acropore che volete trattare. Il bagno deve durare almeno 15 minuti e ogni 3 -4 minuti dovete scuotere con energia le acropore in fase di trattamento. Il frontline non ha nessuna controindicazioni sulle acropore l’unica cosa che gli procura è quella di formare tantissimo muco. Ed è proprio il muco che fa staccare le turbellarie dall’acropra. Dovete tenere presente che a volte le acropore non prese per tempo potrebbero essere molto stressate da non riuscire nemmeno a produrre il muco, in questo caso il trattamento con il frontline risulta inutile. Prima di rimettere l’acropora in acquario dopo il trattamento dovreste verificare la presenza di uova e rimuoverle con il solito spazzolino. Inoltre converrebbe sciacquare l’animale in un altro contenitore sempre con acqua dell’acquario.

Turbellaria
Turbellaria

Consigli

Questa è stata la mia esperienza, fortunatamente abbastanza positiva, in quanto ho perso solo un paio di acropore ma ho salvato tutto il resto. Sicuramente alcuni animali attaccati in modo più aggressivo da questi parassiti, anche se  salvi, hanno avuto bisogno di alcuni mesi per riprendersi e recuperare determinate colorazioni. L’importante è controllare sempre gli animali e ai primi sintomi strani  fare alcune verifiche poichè  è molto importante riuscire ad intervenire in tempo. Un consiglio che posso darvi e quello di avere in vasche degli antagonisti naturali di questi parassiti per prevenire eventuali infestazioni come Pseudocheillinus hexataenia e Halicoeres crisus. Sconsiglio vivamente l’utilizzo dei gamberetti Rhynchocinetes uritai in quanto in mancanza di turbellarie si nutrono del tessuto dei coralli. Ci sono altri trattamenti che in questo articolo non ho descritto come shock osmotico, trattamento con betadine, trattamento con Dronciti etc. in quanto mi sono limitato a raccontarvi la mia esperienza e di conseguenza solo trattamenti provati personalmente.

Ringrazio Mino Musacchio, Alvaro Acierno e Andrea di Coralspecialist per i consigli ricevuti e Nando Scancella e Matteo Antonelli per le foto.

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